Lo chiamavano Jeeg Robot.

Regia: Gabriele Mainetti - Anno: 2015


Incipit
Nella odierna Roma, troviamo la polizia intenta ad inseguire un ladro. Così facciamo conoscenza con il nostro protagonista Enzo Ceccotti. Scappando, arriva fino alle rive del Tevere, dove per nascondersi Enzo si getta in acqua. Riesce a non farsi arrestare, ma nel punto in cui si è tuffato, entra in contatto con una strana sostanza, che gli conferirà successivamente una forza sovrumana.

Analisi del film
E’ un film d’azione/drammatico, con una regia dinamica, mai banale e precisa. Il binomio regia e sceneggiatura è uno dei punti di forza. Ogni cosa che troviamo nella composizione dell’immagine, fa riferimento a quello che il film ci vuole raccontare e far provare.

immagine tratta dal film

Oggettivamente
Film che non ha nulla da invidiare ai cinecomics americani, dove i soldi sono tanti e non sempre le idee buone. Qui i soldi erano purtroppo “pochi”, ma le idee erano di alto livello.

Soggettivamente
Fanculo ai filmoni americani! Imbottiti di soldi e in completa crisi di idee. La dimostrazione che non servono i fantastiliardi per creare qualcosa di bellissimo.


Il mio giudizio: